Donato Rossiello è un consulente finanziario originario della Puglia, nel sud dell’Italia, che gestisce il patrimonio di oltre 200 famiglie. È anche il trader artefice della prima storia di successo di The Trading Pit, costruita attorno a un premio ottenuto grazie a una sfida azionaria: una specialità rara nel prop trading, che The Trading Pit è una delle sole due società al mondo a offrire insieme ai futures e ai CFD. Con The Trading Pit, Donato ha incassato finora 600 dollari grazie a due premi, uno dei quali ha incassato esclusivamente per finanziare la sua prossima sfida, piuttosto che perché avesse bisogno di denaro.
«Con il costo di una pizza, di una cena al ristorante, possono crearsi una grande opportunità per la propria vita», afferma parlando di ciò che il prop trading offre realmente alle persone. È un’affermazione che, detta da lui, assume un significato maggiore rispetto a chiunque altro, perché sosteneva questa tesi già anni prima che il settore esistesse per dargli ragione.
Un percorso di educazione finanziaria iniziato a dieci anni
Il padre di Donato si guadagnava da vivere vendendo scarpe, non titoli azionari. Ma nel pomeriggio, quando suo padre tornava a casa per riposarsi, il giovane Donato si sedeva con lui e seguiva i suoi investimenti. «A dieci, undici anni, sapevo già cos’è un’azione, cos’è un’obbligazione, cos’è un rendimento, cos’è un fondo comune di investimento, cos’è un dividendo», racconta. Mentre altri bambini della sua età sognavano di diventare calciatori, il suo sogno era diverso. «Il mio sogno è lavorare in banca», afferma.
Quel fascino iniziale lo ha accompagnato per tutto il percorso scolastico e universitario, portandolo a intraprendere la carriera di consulente finanziario, con il trading che ne è stato la naturale conseguenza. «Questa passione è nata tanti anni fa», racconta, «e così, crescendo, poi la scuola, l’università e le esperienze vissute mi hanno portato a ricoprire questo ruolo».
Un'idea a cui nessuno credeva
Molto prima che il prop trading diventasse il settore che è oggi, Donato cercò di promuovere un’idea simile, proponendo a broker e fornitori di liquidità che ai trader venisse concesso capitale dell’azienda da mettere a rischio, anziché il proprio. «Molti non mi hanno dato ascolto», racconta. Anni dopo, quando le società di prop trading hanno iniziato a nascere e a crescere, la sua reazione è stata molto precisa. «Ho sorriso molto», dice.
Ciò che contava per lui non era avere ragione, ma il significato che quel modello aveva per la gente comune. «Sono molto felice perché quando penso a qualcosa, non la penso per me stesso, ma per tutti», afferma. «È molto importante dare alle persone la possibilità di rischiare non il proprio denaro».
Perché Donato ha scelto “The Trading Pit”
Donato ha sentito parlare per la prima volta di The Trading Pit tramite alcuni contatti del settore, Fabrizio Alessandro e Fabri La Rosa, ex soci con cui non lavora più, ma il legame è rimasto. Quando in seguito ha iniziato a cercare specificatamente una società di trading che offrisse azioni – un elenco molto più ristretto rispetto a quello delle società che offrono forex o futures – The Trading Pit è stata la prima a cui si è rivolto. Ed è anche quella con cui è rimasto.
Prima i futures, poi un passaggio mirato alle azioni
La storia di Donato con The Trading Pit è iniziata con i futures del Nasdaq, dove ha ottenuto il suo primo premio. Il passaggio alle azioni è avvenuto in seguito e, secondo quanto lui stesso racconta, è stata una decisione presa consapevolmente piuttosto che una scelta casuale. Alcuni dubitavano che una filosofia di investimento a lungo termine, del tipo “compra e tieni”, come la sua potesse funzionare nel trading intraday. «Ho accettato questa sfida proprio per far capire a queste persone che anche con le azioni è possibile trarre vantaggio dal trading intraday», afferma.
Ammette apertamente che le azioni sono uno strumento intraday decisamente più complesso rispetto a quelli con cui aveva operato in precedenza. Il Nasdaq, l’oro e il mercato valutario registrano movimenti costanti ogni giorno. Le azioni no. «Bisogna individuare il titolo giusto che quel giorno registrerà un movimento», afferma. «È davvero molto, molto difficile capire quali titoli possano registrare movimenti».
Ha negoziato il proprio portafoglio a lungo termine, per ben due volte
Il vantaggio di Donato nel trading intraday deriva direttamente dal suo lavoro quotidiano. Per i suoi clienti, crea portafogli a lungo termine composti da titoli blue chip, come Amazon, Microsoft, JP Morgan, Procter & Gamble e Home Depot. Quando alcuni di questi titoli subiscono una flessione di più lungo periodo, utilizza proprio quell’elenco come lista di titoli da monitorare nell’intraday, alla ricerca di rimbalzi a breve termine su titoli che conosce già bene. Opera esclusivamente con posizioni lunghe, mai corte, perché la sua esperienza nel settore della consulenza gli ha insegnato a riconoscere i momenti in cui il capitale istituzionale sta tornando sul mercato. «So quando i fondi istituzionali entrano nel mercato, l’ora esatta, il minuto esatto», afferma, «e quindi li seguo».
La gestione del rischio prima di tutto
Se chiedi a Donato cosa determini effettivamente i suoi risultati, lui non indica un segnale o un indicatore. “Il mio obiettivo è innanzitutto gestire il rischio”, afferma. “Con una corretta gestione del rischio, possiamo entrare nel mercato anche ad occhi chiusi”. I suoi numeri lo confermano. In una sfida da 25.000 dollari, i suoi stop loss si aggiravano intorno ai 50 dollari, a fronte di obiettivi di profitto compresi tra i 200 e i 300 dollari. Entra nelle posizioni in modo graduale, acquistando inizialmente una piccola quantità con uno stop stretto e, se l’operazione si evolve a suo favore, aggiungendo il resto della posizione mentre sposta l’intera operazione al punto di pareggio.
Cosa ha dimostrato il superamento della sua prima sfida
Donato non considera la valutazione di una società di trading come un ostacolo, ma piuttosto come una conferma. «Se non riesci a superare la sfida, significa che il tuo sistema di trading, il tuo modo di operare, non va bene», afferma. Il fatto di aver superato la sua primissima sfida, anni fa, ha confermato ciò che già credeva riguardo al proprio metodo. «L’idea che avevo alcuni anni fa era ottima», dice. «Innanzitutto, ho superato la sfida, quindi la mia preparazione è a posto. È stata una bella soddisfazione».
I consigli di Donato ai trader che si avvicinano al mercato azionario
Per i trader provenienti dal mondo dei futures o dei CFD che desiderano cimentarsi con le azioni, il consiglio di Donato parte dalla lista di titoli da monitorare. Il mercato azionario richiede il monitoraggio di un universo di titoli molto più ampio rispetto, ad esempio, al forex, dove un trader potrebbe operare con circa 28 coppie principali. Donato indica il Dow Jones, con i suoi 40 titoli costituenti, come punto di riferimento approssimativo per il tipo di lista di cui si ha effettivamente bisogno, sufficientemente filtrata da far emergere ogni giorno opportunità concrete.
Il resto dei suoi consigli riguarda la pazienza. I titoli azionari non registreranno oscillazioni significative ogni singolo giorno, e va bene così. «Non preoccuparti se alcuni giorni il mercato presenta una bassa volatilità», afferma. «Devi scegliere l’occasione giusta, un’unica occasione per chiudere bene la settimana. Nessun problema. La pazienza è molto importante». Anche una sola operazione ben scelta a settimana, sostiene, può essere sufficiente per mantenere una redditività costante nel lungo periodo.
Vuoi sentirlo dire direttamente da Donato?
Guarda l'intervista completa qui sotto per scoprire come un consulente finanziario del Sud Italia sia diventato uno dei pochi trader al mondo a crearsi un vantaggio competitivo nel mercato azionario grazie al prop trading.